San Glisente e ritorno – maggio 2017

Al solstizio d’estate, quando il sole sorge nel punto più settentrionale, i suoi raggi si allineano perfettamente con la monofora della cripta di San Glisente (Berzo Inferiore), creando un suggestivo spettacolo di luci ed ombre. Quest’anno l’evento è stato inserito nel programma della Fiera della Sostenibilità del Parco dell’Adamello. La notizia ci fa venir voglia di tornare a San Glisente, da cui manchiamo ormai da vent’anni, anche per controllare lo stato del bivacco. E allora via che si va, camminiamo!
Alle ore 8:00 lasciamo l’auto alla rotonda del Plan di Montecampione 1800, risalendo la pista fino alla Stanga di Bassinale. Purtroppo è nuvoloso (dice lui): non vedremo grandi panorami. Per fortuna è nuvoloso (dico io): non rischieremo l’insolazione. Infatti, quasi tutto il percorso è su sentieri scoperti, cosa da tenere bene in considerazione nel programmare la gita.

Mappa San Glisente - Bassinale.jpeg
I prati sono un tripudio di fiori, giallo e viola un po’ ovunque. Poco prima di raggiungere il Centro ERSAF di Rosello, sentiamo un gallo forcello gloglottare: se ne sta spavaldo e tronfio proprio in cima al cucuzzolo del Crestù, inarcando le ali e facendo rimbombare la conca del suo tipico verso, simile al tacchino. In queste settimane, più volte ho fatto la posta ai rituali di corteggiamento dei forcelli, ma mai mi era capitato di sentirne uno così scatenato. Penso che sia nel pieno della fregola, ma i soliti bene informati mi dicono invece che gli accoppiamenti si sono conclusi nei giorni scorsi e che le femmine stanno già deponendo le uova. Allora la spiegazione non può essere che una: questo è quello che ha fatto goal! Gli tributiamo i dovuti omaggi tra maschi e riprendiamo il cammino.
Transitiamo da Rosello di Sopra e da Rosellino, giungendo al Bivacco Bassi alle 10:00. Alla Nicchia di San Glisente, prendiamo il sentiero 760 che ci porta al monte Frà e poi alla Colma di San Glisente, il punto più alto della gita (2151 mt.). Alla nostra destra si distendono i pascoli della Val Gabbia, alla nostra sinistra il bivacco Fop de Cadì, da cui oggi non passeremo. Arriviamo al bivacco di San Glisente poco prima di mezzogiorno, giusto in tempo per il meritato spuntino. Il bivacco è addossato alla chiesa e alla cripta, è pulito e molto ben tenuto, con sei posti letto, la cucina e il bagno. Poiché siamo recensori scrupolosi, dopo pranzo decidiamo di verificare personalmente la qualità dei materassi.
Consultiamo la Carta dei Sentieri Alta Valle Trompia (edita da ERSAF e disponibile presso il Consorzio Montecampione, costo 7 euro, oppure presso la sede centrale dell’ERSAF a Breno, costo 2 euro) e come i Re Magi decidiamo di ritornare per un’altra via, completando una sorta di anello ideale attorno alla Foresta Valgrigna. La lunghezza è più o meno simile, una decina di chilometri, ma il dislivello aumenta parecchio, perché si deve scendere fino a 1400 mt. per guadare la Val di Frà. Seguendo il sentiero 745 si passa da Cà del Pastore, Dos dell’Asino, Pozza di Scandolaro. Da lì si scende a Pian de la Cà e a Fondo di Scandolaro, entrando nel cuore della spettacolare foresta, dove non è raro avvistare cervi e caprioli. Il sole caldissimo ci impone una breve sosta. Ci sdraiamo sagacemente nei pressi dei ruderi della cascina: speriamo di non aver disturbato troppo le decine di vipere che ci vivono dentro.
Ora arriva la parte più dura, con circa 600 mt. di dislivello in salita, e la fatica nelle gambe comincia a farsi sentire. Si superano le due valli su ponti di legno; poi i ruderi di Rosello di Fondo e il Museo Silter di Gianico coi suoi larici indescrivibili. Prendiamo la vecchia mulattiera che risale direttamente a Malga Luca e da lì torniamo sul 3V alla Corna dei Soldi.
La sgambata termina alle 17:30, circa otto ore di cammino al netto delle pause. Una gita molto bella, ma da affrontare con attenzione e col giusto allenamento. Il ritorno a valle ci regala anche una splendida poiana a caccia tra i boschi di Secondino. E il 21 giugno… di nuovo a San Glisente!

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